6 maggio 2014: da Detroit requiem per la LANCIA

Il 6 maggio 2014 il CEO di Fiat Chrysler Automobiles, Sergio Marchionne, a Detroit ha presentato il Piano FCA 2014-2018 lanciando un massiccio piano di investimento per il brand Alfa Romeo dopo ventotto anni di gestione discutibile che ha portato ad un decremento delle unità prodotte oggi rispetto al 1986, anno dell’acquisizione. L’Alfa Romeo nel 1986 ha prodotto 168.074 unità e 233.643 nel 1990 per passare alle 113.800 del 1996, alle 213.638 del 2001 per chiudere con le 74 mila unità del 2013.

AlfaRomeo Giulietta
AlfaRomeo Giulietta

 

Plausi per il nuovo ambizioso piano che porterà FCA a produrre ben 7 milioni di unità nel 2018: prevista gamma rinnovata per Alfa Romeo, Maserati, Jeep, Dodge, Chrysler e ovviamente Fiat. Strabiliante il piano di rilancio della Maserati che sino ad oggi ha centrato tutti gli obiettivi previsti con la Ghibli e la Nuova Quattroporte.

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La grande assente è la Lancia, la storica casa piemontese nata nel 1906 ad opera di Vincenzo Lancia , pilota ed imprenditore. Il brand torinese si è sempre distinto per la innovazione tecnica sin dalla sua nascita sia sulle vetture che sugli autocarri. Vincenzo Lancia fu anche cofondatore della carrozzeria Pininfarina nel 1930 e diede pieno appoggio alla costruzione dell’Autodromo di Monza, pista divenuta storica con la F1 a partire dagli anni Cinquanta. Fu lui a porre la prima pietra nel 1922.

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Ricordiamo ora qualche doveroso primato tecnico Made in Lancia :

1) 1907 – la Lancia Alpha ha alcune finezze tecniche tra cui l’assale anteriore realizzato in acciaio scatolato invece che pieno, il tutto fatto per alleggerire l’auto, oltre ad avere una grande potenza specifica con regimi di rotazione del motore molto elevati;
2) 1912 – Lancia 1Z è il primo autocarro della casa torinese equipaggiato con motore 5.000 quattro cilindri da 70cv e verrà impegnato con successo in Africa nella guerra di Libia e dopo del 1915 anche durante la Prima Guerra Mondiale;
2) 1913 – la Lancia Theta presenta il primo impianto elettrico integrato nella vettura;
3) 1918 – Lancia realizza un motore ad otto cilindri a V di 45 gradi ed è il primo al mondo ad avere il basamento fuso in un solo blocco e albero a gomiti con dodici manovelle, sei delle quali angolate di 40 gradi rispetto alle altre;
3) 1922 – la Lancia Lambda anticipa due svolte tecniche fondamentali nel mondo dell’auto: debuttano su questo modello la scocca portante e le sospensioni a ruote indipendenti;
4) 1933 – la Lancia Augusta è la prima berlina al mondo ( quindi vettura a guida interna) con carrozzeria monoscocca;
5) 1937 – la Lancia Aprilia introduce la ricerca aerodinamica con un cx impensabile per quei tempi: (0,47), ed oltre alle quattro sospensioni indipendenti sulle quattro ruote i freni posteriori hanno i tamburi montati all’attacco dei semiassi all’uscita del differenziale e non sistemati sulle ruote;
6) 1950 – la Lancia Aurelia è la prima auto con motore 6 cilindri a V di 60 gradi e con il cambio sull’asse posteriore in blocco con il differenziale:
7) 1953 – la Lancia con la D50 debutta in Formula 1 e come sempre propone soluzioni tecniche inedite per i tempi: motore 8 cilindri a V disposto non in linea leggermente inclinato verso sinistra per consentire all’albero di trasmissione di passare a fianco del sedile del pilota e non sotto lo stesso, per permettere di abbassare il baricentro della vettura nei confronti della concorrenza. Lancia è stata la prima in F1 ad avere le sospensioni interne alla scocca. La Lancia D50 pesava 620 kg rispetto ai 690 kg della Mercedes W196, ai 670 delle Maserati e i 650 delle Ferrari. La morte del pilota Alberto Ascari porterà la Lancia al ritiro dall’attività agonistica ma cederà tutto alla Ferrari che vincerà il titolo iridato nel 1956 con la Lancia-Ferrari D50;
8) 1960 – la Lancia Flavia porta al debutto il motore boxer e l’adozione dei dischi sulle quattro ruote oltre all’adozione della trazione anteriore;
9) 1971 – la Lancia 2000 è la prima vettura ad utilizzare l’iniezione elettronica;
9) 1972 – La Lancia Fulvia Coupè HF vince il Campionato Mondiale Costruttori Rally;
10) 1974-1975-1976 – La Lancia Stratos HF vince tre campionati mondiali costruttori rally;
11) 1979 – La Lancia Delta vince il premio Auto dell’Anno 1980;
12) 1983 – la Lancia 037 vince il Mondiale Rally;
13) 1985 – la Y10 porta al debutto il piccolo ed innovativo motore FIRE;

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14) 1987-1992 – in questi sei anni la imbattuta Delta HF 4WD domina nel Mondiale Rally, dopo la Fiat preferisce puntare l’attività agonistica su Alfa Romeo acquisita nel 1986 ( anche per la Delta non si ferma l’innovazione tra cui ricordiamo l’adozione del differenziale centrale con giunto viscoso Ferguson ed il differenziale posteriore Torsen);
15) 1989 – la Y10 Selectronic porta al debutto il cambio a variazione continua e frizione elettromagnetica;
16) 1989 -la Delta HF integrale 16v porta al debutto l’Abs a sei sensori ed il sistema di trazione con tre differenziali.
17) 2002 – la Lancia Thesis presenta soluzioni innovative in pieno stile Lancia: Key-Less System, il tetto apribile a celle fotovoltaiche, il freno di stazionamento elettrico, i sedili elettrici comfort con ventilazione e massaggio, il cruise control adattativo e le sospensioni a controllo elettronico dello smorzamento.

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A partire dagli anni Novanta il Gruppo Fiat ha attuato una politica strategica su Lancia che la portò al declino, dopo i brillanti anni Ottanta che con Y10, Delta, Prisma, Thema e il successo nei Rally la Lancia raggiunge il suo massimo splendore anche in ambito commerciale. Il merito di tutti questi successi lo si deve all’Ingegnere Vittorio Ghidella che purtroppo nel 1988 il Lingotto sostituisce con Cesare Romiti che non vuole continuare ad investire risorse nel settore auto.

I modelli targati Romiti: Dedra, K e Nuova Delta del 1993 portano alla perdita di molte quote di mercato in Italia ed all’estero facendo diventare di fatto i tedeschi leader nel segmento E che i modelli Fiat Croma, Lancia Thema ed Alfa 164 avevano combattuto poco prima a testa alta con grande successo. Solo la Y che debutta nel 1995 che sostituisce la innovativa Y10 riesce a reggere le sorti economiche del brand.

Una luce per Lancia si intravede nel 2002 quando assume la responsabilità del Marketing della Lancia, marchio di cui e’ stato nominato responsabile nel giugno 2004, Luca De Meo , che è artefice della splendida versione 2003 della Ypsilon uscita di scena nel 2011, della Musa e della concept Fulvia Coupè del 2007 che riaccende i riflettori sullo storico marchio torinese.

Nel frattempo Luca De Meo ricoprirà altri prestigiosi incarichi in Fiat Auto, da Fiat ad Alfa Romeo ma lascerà il Lingotto nel 2009 per andare in Germania con il Gruppo Volkswagen.

La Ypsilon e la Musa riescono ad incrementare le quote di mercato in Italia ed in Europa riuscendo ad ottenere grande riscontro commerciale soprattutto tra i giovani ed il pubblico femminile. Purtroppo la Musa uscirà di scena nel 2012 senza avere una erede, la Ypsilon uscirà di scena nel 2011 per fare posto alla Nuova Ypsilon a 5 porte.

Nel 2006 la berlina di lusso Lancia di segmento D Lybra offerta con carrozzeria berlina e station wagon uscirà di scena senza avere eredi; i lancisti che iniziavano a vedere la luce con Ypsilon e Musa sono stati nuovamente traditi.

Nel 2008 debutterà la Delta che pur essendo una vettura molto valida e avendo delle motorizzazioni adeguate non riesce a sfondare del tutto e ad oggi non sembra prevista una erede.lancia-delta-s-momo-1

Nel 2009 Fiat firma un accordo strategico con il Gruppo Chrysler che porterà alla fusione il 29 gennaio 2014 dando vita a Fiat Chrysler Automobiles. . Per Lancia si parla di un destino incrociato con Chrysler ma a gennaio 2014 cominciano le docce fredde quando Marchionne dal Salone di Detroit dopo aver presentato la nuova berlina Chrysler 200 ( basata sull’italianissima piattaforma dell’Alfa Romeo Giulietta) dichiara che non arriverà in Europa perché per questo tipo di vetture non c’è mercato. Non ne venderemmo abbastanza per giustificare l’investimento”, affermò il Ceo di Fiat Chrysler Automobiles. Ennesima doccia fredda per i lancisti europei già duramente colpiti dal non aver avuto una degna erede della Lybra nel 2006.

Nel frattempo l’aver importato dagli USA i modelli Chrysler 300, Voyager e 200 cabrio che saranno ribattezzati in Europa come Lancia Thema, Lancia Voyager e Lancia Flavia portano dal 2011 al 2013 a risultati commerciali molto al di sotto delle aspettative. Solo la Ypsilon riesce a reggere il confronto con la concorrenza ed i numeri sono dalla sua parte.

Lancia Flavia Mostra del Cinema Venezia 2012 - www.guidoitaliano.it -
Lancia Flavia Mostra del Cinema Venezia 2012 – www.guidoitaliano.it –

Il 30 ottobre 2012 Sergio Marchionne dichiarò a Taormina riguardo al marchio Lancia : “il brand è morto non tornerà quello di una volta. Valorizzeremo solo la Ypsilon, l’unico modello economicamente sostenibile, il resto della gamma ha appeal limitato fuori dall’Italia. Dobbiamo abbandonare l’illusione che il brand ritorni ad essere quello di un tempo”.

Le parole del top manager italo-canadese pronunciate nel 2012 annunciavano forse quello che sarebbe successo però si è cercato fino alle fine di sperare in una inversione di strategia sebbene il momento economico non sia dei più felici per investire in Italia ed in Europa.

Quindi la Lancia del domani sarà monoprodotto e la Ypsilon sarà l’unica ad essere commercializzata; gli attuali possessori di Delta e Lybra se vorranno continuare ad acquistare una berlina o una confortevole station wagon Lancia non potranno più farlo. Lancia resterà solo in Italia.

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Nel 2004 il Gruppo Fiat era ad un passo dal fallimento, dopo dieci anni Fiat si è ripresa , ha acquisito il Gruppo Chrysler portando il nuovo player Fiat Chrsyler Automobiles ad essere il settimo costruttore a livello globale con obiettivi ambiziosi per il 2018. Peccato che in questo quadro globale non ci sia lo spazio anche per la Lancia.

Dopo i prodigiosi anni Ottanta una politica strategica di continua innovazione dei prodotti esistenti avrebbe portato ad un ulteriore incremento della produzione automobilistica riuscendo a contrastare marchi emergenti come Audi che oggi combatte ad armi pari con Bmw e Mercedes. Purtroppo anche essendoci un grande know-how si decise una lenta agonia per un brand che meritava ben altro.

Michele Antonucci per Agenzia di Stampa Zeroventiquattro.it

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